Comunicato stampa

Salute e benessere dei dipendenti, le aziende rischiano di restare indietro

Gennaio 9, 2018
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MILANO, 9 gennaio 2018 – Secondo l’indagine Benefits Trends Survey di Willis Towers Watson (NASDAQ:WLTW), nonostante siano considerati aspetti fondamentali di una corretta politica aziendale volta ad attrarre nuovi talenti, il 58% delle aziende dell’Europa Occidentale dichiara di non aver pianificato una strategia in tema di salute e benessere per i propri dipendenti.

La survey evidenzia come solo il 25% dei datori di lavoro ponga queste tematiche come uno dei punti cardine del proprio modello organizzativo e del proprio codice etico; il 44% manifesta l’intenzione di muoversi in questa direzione entro i prossimi tre anni.

Nonostante questo deficit strategico, la preoccupazione del benessere dei dipendenti non sembra essere sottovalutata dalle aziende: il 57% identifica lo stress come problema principale, mentre per il 27% è preoccupato per la mancanza di attività fisica. Più della metà – il 57% - dichiara inoltre che un pacchetto di benefit aiuta sia in termini di attraction che di retention. Nel tentativo di cogliere questo vantaggio competitivo, il 71% delle aziende prevede di personalizzare la propria offerta di salute e benessere entro i prossimi tre anni.

Cesare Lai, Responsabile Welfare & Benefits per l’Italia di Willis Towers Watson, commenta: “salute e benessere dei dipendenti sono temi cari ai vertici  aziendali e di conseguenza viene riconosciuta l’importanza di un pacchetto benefit competitivo e completo. Vi sono evidenti collegamenti fra un piano benefit strutturato e ben comunicato, con l’engagement e la produttività. È significativo dell’esigenza del cambiamento che così tante aziende stiano pianificando di allineare la loro strategia di benefit agli obiettivi organizzativi e di personalizzazione della propria offerta. Elementi fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo saranno l’identificazione della strategia, benchmark di mercato, competenze tecniche ed un plan design adeguato.

Focus sull’Italia:

“Nello specifico del mercato italiano, emerge che per le aziende le principali sfide per i prossimi anni sono la crescita nei costi dei benefit (64% dei datori di lavoro a fronte del 55% dell’area EMEA), l’impatto dei cambiamenti normativi e il cambiamento dei benefit obbligatori (50% versus 35%) e la disponibilità di un budget insufficiente per realizzare i cambiamenti necessari nei piani di benefit (44% a fronte del 40%). La mancanza di una chiara strategia da parte dei datori di lavoro e la mancanza di engagement da parte dei dipendenti con riferimento ai programmi di benefit sono altri due aspetti che preoccupano le aziende italiane. Rispetto al resto dell’area EMEA i cambiamenti organizzativi derivanti dall’M&A e outsourcing non sono percepiti come un problema (11% a fronte del 20%)”.

Cesare Lai: “fra le priorità delle aziende italiane per i prossimi tre anni quella più rilevante è la possibilità di introdurre scelte e flessibilità nel disegno dei piani e nel potenziamento dei programmi di well-being. In particolare i datori di lavoro si stanno muovendo verso l’introduzione di piani di benefit che rispondano alle esigenze dei dipendenti attraverso un giusto mix fra benefit tradizionali, flessibili e legati alla persona, aumentando per esempio la possibilità di scelta di benefit a disposizione e il ricorso a programmi integrati per ottenere il rimborso delle spese mediche sostenute. La creazione di una vera e propria shopping experience sul portale web aziendale è un’opportunità considerata rilevante dal 32% di chi ha risposto”.

“Troppe aziende non hanno una chiara conoscenza di quanto stanno spendendo e della ragione per cui lo stanno facendo. Al fine di evitare di porre in essere un mosaico mal gestito di iniziative per la salute e il benessere, è importante riunire queste per creare una strategia di benefit allineata, completa e con costi ben ragionati, che sia poi comunicata per attrarre e coinvolgere il personale”.

A proposito della Benefits Trends Survey

La Benefits Trends Survey è uno studio condotto su scala mondiale che monitora le tendenze di alto livello relative alle strategie di benefit, salute, benessere finanziario, e alla progettazione, implementazione e mappatura dei piani di benefit per i datori di lavoro. La ricerca del 2017 è terminata nel giugno del 2017 e ha visto coinvolte 762 aziende dell’Europa Occidentale.

Il sondaggio, che ha raccolto le risposte di 762 aziende di tutta l’Europa Occidentale - di cui 131 italiane - ha anche evidenziato che più di un terzo (37%) dei datori di lavoro non ha una precisa conoscenza di come venga allocato il budget per i benefit. I costi, infine, sono stati citati come la maggiore sfida per programmi di benefit nei prossimi tre anni e come una questione importante da metà (51%) degli intervistati.