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Misurazioni finanziarie pianificate per accelerare le azioni sul clima

Un piccolo passo per la finanza climatica, un grande salto per un'economia a impatto zero

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Di Carl Hess | Novembre 2, 2021

Adottando misurazioni finanziare pianificate, gli investitori possono accelerare l'azione sul clima in linea con i doveri fiduciari esistenti, cogliere le opportunità di “mispricing” e permettere ai governi di realizzare i loro obiettivi climatici.

Nel settore assicurativo siamo abituati a bruschi risvegli. Ho assistito in prima persona alla catastrofe provocata dall'uragano Ida nella mia città natale, New York, che ha causato più di 100 morti in tutto il Paese, entrando nella classifica degli uragani più costosi in termini di perdite assicurate insieme a Katrina e Sandy.

Le acque alluvionali in prossimità di Wall Street, in una delle città più ricche del Paese più ricco al mondo, ci hanno dimostrato in modo lampante la necessità di agire sul cambiamento climatico e assicurare un futuro più resiliente per tutti. Come futuro CEO di Willis Towers Watson, una delle nostre massime priorità è aiutare i nostri clienti a gestire i rischi climatici e a sostenere la transizione verso un'economia a impatto zero.

I capi di stato e i delegati riuniti a Glasgow per la Conferenza delle Parti (COP26), il principale vertice sul clima delle Nazioni Unite sul clima, dovranno necessariamente discutere della serie di inondazioni e incendi mortali che ha caratterizzato la scorsa estate: potendo osservare con i loro occhi la situazione climatica ovunque nel mondo, sono consapevoli di cosa sia necessario per evitare un cambiamento climatico catastrofico. L'obiettivo di 1,5°C per limitare il riscaldamento globale al di sopra dei livelli preindustriali è stato stabilito a Parigi nel 2015 e gli impegni attuali per tagliare le emissioni ci consentono di arrivare ad un riscaldamento di 2,7°C, secondo un recente rapporto dell'UNFCCC.

Così come la conferenza di Parigi è passata alla storia per aver finalmente fissato l’obiettivo congiunto di riscaldamento ad 1,5°C, Glasgow deve essere ricordata come la COP in cui sono state accelerate le soluzioni pratiche per colmare il divario delle emissioni.

Un'accurata determinazione del rischio climatico è il primo passo per assicurare una transizione assistita. Wall Street e il sistema finanziario globale che ha finanziato un'economia basata sui combustibili fossili devono ora essere al centro della transizione verso un'economia resiliente e a impatto zero.

Ma un'accurata definizione dei prezzi richiede informazioni trasparenti. Siamo ancora lontani dal comprendere interamente l'impatto finanziario che l'enorme trasformazione sociale ed economica, richiesta per raggiungere l'obiettivo di 1,5°C di Parigi e adattarsi al cambiamento climatico, avrà su investitori, industrie, aziende e Paesi.

Ogni investitore deve pensare alle implicazioni finanziarie nel portafoglio di ogni grande rischio . Dal nostro punto di vista, il rischio di transizione climatica, cioè i cambiamenti legati al clima nella politica, nel mercato e nei comportamenti dei consumatori, è uno dei maggiori rischi per qualsiasi investitore.

Gli indici legati al clima sono aumentati negli ultimi anni e, sebbene ciò rappresenti un trend positivo, è improbabile che essi siano indicativi dell'impatto finanziario dei cambiamenti politici o di mercato, oltre al prezzo del carbonio o dell'esposizione al carbonio e spesso si basano sui dati storici delle emissioni; infine, non sono indicativi dei cambiamenti strutturali nel comportamento dei consumatori.

Pensiamo che l'esposizione al carbonio rappresenti solo una piccola parte del rischio finanziario legato al clima e l'utilizzo del carbonio come proxy per il rischio può in effetti essere fuorviante per gli investitori. Le metriche finanziarie e prospettiche forniscono una visione a più alta risoluzione del rischio e delle opportunità nella transizione. Assumere un approccio bottom-up, asset per asset, per le valutazioni delle aziende fornisce una visione più significativa di ciò che può accadere a un'azienda, un'industria o un Paese durante una transizione coerente con gli obiettivi di Parigi.

Questo approccio riduce l'allocazione di capitale alle aziende con il maggior rischio di transizione, il che riduce il rischio finanziario per gli investitori; facilita la rivalutazione del prezzo dei rischi climatici, permettendo ai mercati dei capitali di allinearsi alla politica del governo; aumenta l'allocazione di capitale alle aziende che possono trarre profitto dalla transizione climatica e quindi offre un potenziale di miglioramento dei rendimenti.

Infine, garantisce trasparenza a livello aziendale, identificando ciò che le aziende possono fare per mitigare il rischio di transizione climatica ed essere parte della soluzione.

La transizione climatica rappresenta una grande opportunità, ma è necessario dotarsi con urgenza di strumenti pratici e innovativi che permettano alle aziende di passare a un'economia resiliente al clima e portare benefici alla società in generale.

Comprendere il rischio climatico attraverso una metrica finanziaria solida e lungimirante è essenziale affinché il capitale sia distribuito dove è necessario nel decennio climatico a venire.

Autore

President, Willis Towers Watson

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